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OPINIONE: Volete che la gente risparmi? Obbligatela a farlo.
In Cile, lo scorso giugno, ho avuto l\'occasione di trascorrere del tempo con Felipe Kast, il ministro della Pianificazione del nuovo Governo, e alcuni dei suoi colleghi. (Siamo anche andati a ballare, ma questa è un\'altra storia). Uno degli argomenti dei quali abbiamo parlato è stato il piano cileno di risparmio per la pensione.
Per legge, l\'11% dello stipendio di ogni dipendente è automaticamente trasferito in un fondo pensione. I dipendenti scelgono il livello di rischio che preferiscono con le seguenti limitazioni: non possono scegliere di investire né il 100% in azioni né il 100% in obbligazioni, e la percentuale di azioni che possono stabilire diminuisce man mano che invecchiano. Quando i dipendenti raggiungono il pensionamento, i loro risparmi sono convertiti in rendita annuale. Il Governo mette all’asta i diritti di gestione delle pensioni annuali a gruppi di 250.000.
Questo approccio così brillantemente concepito risolve spinose sfide comportamentali e istituzionali. A livello comportamentale, esso riconosce che le persone non sanno ben gestire due aspetti della pianificazione finanziaria per il pensionamento (decidere di risparmiare e di abbattere i rischi per quando saranno avanti negli anni) e le obbliga ad agire in un modo migliore. Allo stesso tempo, il sistema riconosce che le persone che si iscrivono ai piani di pensionamento sono abbastanza brave a gestire il proprio livello di rischio. Quindi, le scelte di investimento sono lasciate alle persone, con delle restrizioni su condotte troppo rischiose, soprattutto nei casi di persone anziane nel cui caso scelte sbagliate potrebbero creare danni irrecuperabili.
A livello istituzionale, invece, il Cile ha risolto un annoso problema come quello dei vitalizi. E\' una questione rischiosa quella di prevedere per quanto tempo le persone vivranno, così le compagnie di assicurazione addebitano un premio elevato per coprire tale rischio, il che porta a un mercato inefficiente. I vitalizi, inoltre, soffrono di un problema di selezione avversa, aumentando ulteriormente il livello di rischio. (L\'esempio classico di selezione avversa è l’assicurazione sanitaria: le persone sane sono le meno disposte a optare per questo tipo di assicurazione, il che aumenta la rischiosità del fondo rendendo quello dell’assistenza sanitaria il ramo meno attrattivo delle compagnie di assicurazione e facendo sì che le polizze siano più costose per chi le voglia acquistare). Mettendo il rischio in un fondo comune, il governo cileno fa delle rendite annuali un business attrattivo, con una maggior concorrenza e prezzi più convenienti. E dal momento che tutti sono costretti a pagare delle rendite vitalizie, il problema della selezione avversa semplicemente scompare. Il sistema mi ha impressionato e mi ha sorpreso il fatto che non sia stato adottato negli Stati Uniti dove il nostro programma di risparmi – la Social Security - sperimenta sporadici sforzi di privatizzazione.
Ho il sospetto che gli americani considerino il sistema cileno di difficile gestione e limitante, un esempio evidente di controllo da parte di uno Stato “chioccia”. Un po’ come dire: Potete obbligarmi a risparmiare denaro ma solo strappandomelo dalle mani quando sarò morto. Paradossalmente, invece, accettiamo serenamente regole di controllo più profonde (e costose) sulle nostre abitudini in altri ambiti senza preoccuparcene o protestare. Consideriamo, ad esempio, le restrizioni sulla guida che noi accettiamo. Indossare una cintura di sicurezza. Guidare a una data velocità. Sostenere il costo degli air bag. Emettere gas nocivi solo entro certi limiti. Non usare il telefono durante la guida.
Perché accettiamo tanti interventi del Governo sulla guida ma ci irritiamo quando si tratta di alcune semplici regole che ci aiutano a prendere migliori decisioni finanziarie? Questo non, probabilmente, perché pensiamo di essere più svegli in fatto di finanze che di guida. Credo che la ragione abbia a che fare con la nostra capacità di immaginare conseguenze negative. Gli incidenti automobilistici hanno un modo vivido di comunicare l’incompetenza dei guidatori che li hanno causati e di rendere chiari i benefici delle norme. Una cattiva gestione del denaro può portare allo stesso modo devastanti conseguenze, ma queste sono meno evidenti nell’immediato. Anche in tempi di crisi economica, non riconosciamo la nostra responsabilità perché la gente intorno a noi si trova nella stessa barca e confrontiamo la nostra sorte con la loro.
Ma l\'incapacità di vedere la nostra irrazionalità non dovrebbe essere una scusa per lasciarla sfogare in maniera incontrollata. Dobbiamo analizzare in cosa le persone e i mercati sono stati bravi e in cosa non lo sono stati, e utilizzare tali informazioni per migliorare le nostre istituzioni. L’approccio al risparmio del Cile ci dimostra che ciò si può fare, e anche fare bene.
Per legge, l\'11% dello stipendio di ogni dipendente è automaticamente trasferito in un fondo pensione. I dipendenti scelgono il livello di rischio che preferiscono con le seguenti limitazioni: non possono scegliere di investire né il 100% in azioni né il 100% in obbligazioni, e la percentuale di azioni che possono stabilire diminuisce man mano che invecchiano. Quando i dipendenti raggiungono il pensionamento, i loro risparmi sono convertiti in rendita annuale. Il Governo mette all’asta i diritti di gestione delle pensioni annuali a gruppi di 250.000.
Questo approccio così brillantemente concepito risolve spinose sfide comportamentali e istituzionali. A livello comportamentale, esso riconosce che le persone non sanno ben gestire due aspetti della pianificazione finanziaria per il pensionamento (decidere di risparmiare e di abbattere i rischi per quando saranno avanti negli anni) e le obbliga ad agire in un modo migliore. Allo stesso tempo, il sistema riconosce che le persone che si iscrivono ai piani di pensionamento sono abbastanza brave a gestire il proprio livello di rischio. Quindi, le scelte di investimento sono lasciate alle persone, con delle restrizioni su condotte troppo rischiose, soprattutto nei casi di persone anziane nel cui caso scelte sbagliate potrebbero creare danni irrecuperabili.
A livello istituzionale, invece, il Cile ha risolto un annoso problema come quello dei vitalizi. E\' una questione rischiosa quella di prevedere per quanto tempo le persone vivranno, così le compagnie di assicurazione addebitano un premio elevato per coprire tale rischio, il che porta a un mercato inefficiente. I vitalizi, inoltre, soffrono di un problema di selezione avversa, aumentando ulteriormente il livello di rischio. (L\'esempio classico di selezione avversa è l’assicurazione sanitaria: le persone sane sono le meno disposte a optare per questo tipo di assicurazione, il che aumenta la rischiosità del fondo rendendo quello dell’assistenza sanitaria il ramo meno attrattivo delle compagnie di assicurazione e facendo sì che le polizze siano più costose per chi le voglia acquistare). Mettendo il rischio in un fondo comune, il governo cileno fa delle rendite annuali un business attrattivo, con una maggior concorrenza e prezzi più convenienti. E dal momento che tutti sono costretti a pagare delle rendite vitalizie, il problema della selezione avversa semplicemente scompare. Il sistema mi ha impressionato e mi ha sorpreso il fatto che non sia stato adottato negli Stati Uniti dove il nostro programma di risparmi – la Social Security - sperimenta sporadici sforzi di privatizzazione.
Ho il sospetto che gli americani considerino il sistema cileno di difficile gestione e limitante, un esempio evidente di controllo da parte di uno Stato “chioccia”. Un po’ come dire: Potete obbligarmi a risparmiare denaro ma solo strappandomelo dalle mani quando sarò morto. Paradossalmente, invece, accettiamo serenamente regole di controllo più profonde (e costose) sulle nostre abitudini in altri ambiti senza preoccuparcene o protestare. Consideriamo, ad esempio, le restrizioni sulla guida che noi accettiamo. Indossare una cintura di sicurezza. Guidare a una data velocità. Sostenere il costo degli air bag. Emettere gas nocivi solo entro certi limiti. Non usare il telefono durante la guida.
Perché accettiamo tanti interventi del Governo sulla guida ma ci irritiamo quando si tratta di alcune semplici regole che ci aiutano a prendere migliori decisioni finanziarie? Questo non, probabilmente, perché pensiamo di essere più svegli in fatto di finanze che di guida. Credo che la ragione abbia a che fare con la nostra capacità di immaginare conseguenze negative. Gli incidenti automobilistici hanno un modo vivido di comunicare l’incompetenza dei guidatori che li hanno causati e di rendere chiari i benefici delle norme. Una cattiva gestione del denaro può portare allo stesso modo devastanti conseguenze, ma queste sono meno evidenti nell’immediato. Anche in tempi di crisi economica, non riconosciamo la nostra responsabilità perché la gente intorno a noi si trova nella stessa barca e confrontiamo la nostra sorte con la loro.
Ma l\'incapacità di vedere la nostra irrazionalità non dovrebbe essere una scusa per lasciarla sfogare in maniera incontrollata. Dobbiamo analizzare in cosa le persone e i mercati sono stati bravi e in cosa non lo sono stati, e utilizzare tali informazioni per migliorare le nostre istituzioni. L’approccio al risparmio del Cile ci dimostra che ciò si può fare, e anche fare bene.
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